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Contributo fondo perduto perequativo 2021: a chi spetta e come si calcola

Il 29 novembre 2021 con il provvedimento n. 336196/2021, l’Agenzia delle entrate ha finalmente aperto il canale per l’inoltro dell’istanza, definendo modalità e termini di presentazione per ottenere il contributo a fondo perduto perequativo istituito col Decreto Sostegni-bis (commi 16-27 art. 1 DL 73/2021).

In questo articolo spiegheremo come ottenerlo, chi può richiederlo e come va calcolato.

Contributo perequativo: cos’è?

Teoricamente il fondo perduto ha lo scopo di “sostenere gli operatori economici maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica“, in pratica serve a dare un supporto a quelle imprese che sono state svantaggiati dalla crisi pandemica e, per diverse ragioni, non state supportate a sufficienza con i precedenti decreti. Per queste ragioni prende il nome di “perequativo“.

A chi spetta?

I soggetti che possono beneficiarne sono:

  • quelli che svolgono attività di impresa, arte o professione, o che producono reddito agrario con ricavi/compensi del 2019 non superiori a 10 milioni di euro;
  • che hanno una partita iva attiva (almeno) fino al 26 maggio 2021;
  • e che sono residenti o stabiliti nel territorio dello Stato italiano.

Non spetta invece:

  • a coloro la cui partita IVA risulta non attiva alla data del 26 maggio 2021, cioè quella di entrata in vigore del D.L. 73/2021;
  • agli enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir;
  • agli intermediari finaziari o società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir.

A differenza degli altri contributi a fondo perduto, il contributo perequativo si basa su una logica diversa. Non conta più il calo del fatturato, bensì il peggioramento del risultato d’esercizio. In particolare spetta a coloro che possono dimostrare il peggioramento del risultato economico d’esercizio del 2020 rispetto a quello del 2019, in misura pari o superiore al 30%.

Proprio per questo, per poter beneficiare del fondo perduto, è necessario che la dichiarazione dei redditi relativa al 2020 sia stata trasmessa entro il 30 settembre 2021 (inizialmente il termine era il 10 settembre, poi prorogato). Quindi se questa è stata presentata dopo il 30 settembre, ma comunque prima del termine ultimo per la spedizione delle dichiarazioni del 30 novembre, il contributo perequativo non è riconosciuto. Anche se è stata presentata una correttiva da cui derivi un ulteriore peggioramento del risultato d’esercizio rispetto a quella originale, ai fini del calcolo conta solo quella inviata prima del 30 settembre.

Come si calcola il contributo perequativo

Come detto in precedenza, la base di calcolo non è più il calo del fatturato ma il peggioramento del risultato d’esercizio. In particolare è dato dalla differenza tra il risultato al 31 dicembre 2020 e quello relativo al periodo d’imposta precedente al 31 dicembre 2019. A questo importo, vanno sottratti eventuali contributi a fondo perduto già percepiti dal contribuente dei precedenti decreti: Rilancio, Centri storici e santuari, Comuni montani, Ristori, Natale, Sostegni, Sostegni-bis automatico e Sostegni-bis per le attività stagionali (potete trovare i riferimenti normativi a pag. 4 del provvedimento).

All’ammontare così determinato, ovvero al peggioramento del risultato d’esercizio al netto dei contributi a fondo perduto ottenuti, si applicano le seguenti percentuali in base ai ricavi/compensi relativi al 2019:

  • 30% se non superiori a 100.000 euro;
  • 20% tra 100.000 e 400.000 euro;
  • 15% tra 400.000 e 1 milione di euro;
  • 10% tra 1 milione e 5 milioni di euro;
  • 5% tra 5 milioni e 10 milioni di euro.

Quindi se nel 2020 ho un utile di 60.000 euro e nel 2019 era di 100.000 euro, il peggioramento dell’attività economica sarà pari a 40.000, quindi più del 30%. Poniamo il caso di aver ricevuto 5000 euro di contributi a fondo perduto dai precedenti decreti. In questo modo la base di calcolo sarà pari a 35.000 euro. Supponendo di trovarmi al primo scaglione, il contributo sarà pari a 10.500 euro (35.000×30%).

Per tutti i contribuenti, l’importo massimo del contributo è 150.000 euro.

L’importo, così determinato, può essere richiesto tramite accredito su conto corrente o come credito d’imposta da usare in compensazione in F24.

Scadenza della domanda

Le domande devono essere presentate all’Agenzia delle entrate, in via telematica, entro e non oltre il 28 dicembre 2021.

Modello e istruzioni ministeriali

L’agenzia delle entrate ha messo a disposizione il modello ministeriale e una guida completa con ulteriori dettagli sul contributo a fondo perduto perequativo.

Errori e sanzioni

Questo è solo l’ultimo aiuto a favore dei contribuenti svantaggiati dall’emergenza sanitaria. Tuttavia lo studio delle istruzioni e la revisione dei dati inseriti sono fondamentali poiché le sanzioni sono molto elevate in caso di errore. Infatti, in presenza di contributo non spettante, è prevista una sanzione che va dal 100% al 200% dell’importo erogato comprensivi di interessi del 4%.

E’ possibile ravvedersi ma la finestra per eventuali correzioni e molto ristretta. Infatti può essere inviata un’istanza di rinuncia (e poi l’eventuale istanza corretta) ma solo in un momento che va dalla “presa in carico” (prima ricevuta) fino “all’accoglimento” (seconda ricevuta).

Vista la portata delle conseguenze è fondamentale per i commercialisti liberarsi dal carico di lavoro derivante dalla gestione ordinaria degli adempimenti e delle scadenze, e dedicarsi ad attività ad alto valore come questa.

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